SOVVENZIONI ALL’ EDITORIA: TRUFFA ITALIANA

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La storia delle SOVVENZIONI all’ editoria da parte del Governo Italiano, potrebbe essere tranquillamente paragonata a quella degli appalti truccati, tanti sono i denari che vengono con facilità assegnati a testate giornalistiche dalle tirature irrisorie e servono solamente a rimpinguare i soliti editori trasformati per l’occasione in “mangiapane a ufo”; tanto a pagare sono i contribuenti.
Un esempio eclatante che svetta su tutti è quello relativo al quotidiano fondato e diretto fino a pochi mesi fa dal simpatico grassone Luciano Ferrara, IL FOGLIO.
Il periodico fondato nel 1997 che vantava tra i suoi azionisti il finanziere Sergio Zancheddu, l’ex signora Berlusconi Veronica Lario e quello che fino a poco tempo fa era il braccio destro del Cavaliere, Denis Verdini, rappresenta il non plus ultra per quanto riguarda la spudorata contribuzione di denaro pubblico ad un quotidiano, che per la scarsa tiratura, è anche difficile da trovare in edicola.
Dato che la legge sulle sovvenzioni all’editoria emanata nel 1990, prevedeva maggiori sovvenzioni ai quotidiani che fossero organi di partito rispetto a quelli indipendenti, il Cicciobello nostrano al secolo Luciano Ferrara, pensò bene di creare un fantomatico movimento chiamato “ Convenzione per la Giustizia” e legittimare la sua creatura, Il Foglio, come organo di partito.
Questo è stato possibile, grazie alla connivenza di parlamentari compiacenti attraverso i quali si è garantito i requisiti necessari per poter accedere ai ricchi finanziamenti.
E badate bene, non erano parlamentari che militavano nello stesso partito ma in schieramenti opposti: il lucchese Forzitaliano Marcello Pera e il Verde veneziano Marco Boato che evidentemente hanno trovato un punto d’incontro interessante per entrambi….
Pecunia non olet!
Da quel momento in poi, per il quotidiano di Ferrarone si spalancarono le porte del paradiso, con la ingegnosa trovata dell’organo di partito, in cinque anni la sovvenzione pubblica ricevuta fu di circa 13 milioni di euro.
Ma nel tempo le leggi vengono modificate e allora dimostrando una snellezza tattica degna del miglior Mourino, l’eclettico Ferrara cambiò veste alla sua creatura: recepite le modifiche che avvantaggiavano le coop, subito trasformò la sua creatura in Società Cooperativa e in poco più di 10 anni è riuscito ad ottenere benefici-tolti dalle tasche degli italiani- per circa 37 milioni di euro, cifra esorbitante per un giornale che a malapena arriva a vendere 10.000 copie giornaliere, coprendo lo 0,00017 % della popolazione.
La cifra stanziata a favore dell’editoria per l’anno 2014 è di 190 milioni di euro che non serviranno a migliorare aule scolastiche o asili nido o aiutare le famiglie nell’acquisto di obsoleti testi scolastici, serviranno solo a gonfiare ancora di più le tasche di editori che per riconoscenza saranno accondiscendenti col Governo di turno.
Per ora noi restiamo in attesa di conoscere quale fine farà la proposta del M5S, presentata nel gennaio 2014, per abolire sia il finanziamento pubblico dei partiti sia l’oscenità della legge che sovvenziona l’editoria per veder finalmente ridistribuite le enormi risorse fino ad oggi regalate a chi non ne aveva bisogno.

A.V.

SOVVENZIONI ALL’ EDITORIA: TRUFFA ITALIANA ultima modifica: 2015-09-24T10:34:13+00:00 da aldo verdigi
Written by aldo verdigi

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