Donald Trump ovvero “The Donald, una mina vagante”

Politica

L’ elezione di Donald Trump rischia seriamente di destabilizzare il precario ordine mondiale post-bellico.

Dopo poco più di un mese dal suo insediamento, The Donald evidenzia il suo ego smisurato e la sua incapacità nel ruolo di “comandante in capo” degli USA.

Nei primi giorni successivi all’insediamento, Donald Trump sembrava una persona diversa da quell’individuo aggressivo, irrispettoso e maleducato che aveva fatto sfoggio del peggio di se durante  tutta la campagna per l’elezione presidenziale negli USA. Probabilmente i suoi più stretti consiglieri lo avevano messo in guardia sulla pericolosità delle ricadute -dovute alle sue esternazioni spesso non sostenute da fatti concreti- sul suo indice di credibilità.

Ma il periodo idiliaco è durato ben poco, il peggior Donald Trump di sempre ha subito preso il sopravvento e la sua bocca, abituata il più delle volte ad aprirsi anche scollegata dal cervello, ha continuato a rigurgitare assurdità e nefandezze che, sebbene esaltate da quella base radicale e bigotta dell’ America che ha contribuito alla sua elezione, appaiono sempre più inverosimili agli occhi di quella classe media, colta e progressista che non si meritava, dopo Barack Obama, un presidente di seconda fascia.

E così, giorno dopo giorno, dopo non essere mai entrato in sintonia neppure con la parte più progressista di quel Partito Repubblicano che lo ha candidato,  Donald Trump è riuscito, dopo solo un mese dal suo insediamento, a portare l’ indice relativo al dissenso sul suo operato, ad una quota del 53% che rappresenta il record negativo per un neo eletto presidente.

Ed è su questa strada che continuano, si mantengono e acquisiscono nuovo vigore, le esternazioni di un personaggio politicamente indefinibile che sarebbero più appropriate se attribuite ad un dittatorello qualsiasi, piuttosto che al presidente neoeletto della più prestigiosa repubblica federale oggi esistente.

Dopo l’assurda proposta, da molti giudicata incostituzionale in quanto violerebbe i diritti garantiti dal quinto emendamento, di separare le madri messicane che entrassero illegalmente negli USA, dai loro figli  -proposta che è allo studio del Dipartimento per la sicurezza nazionale- tanto per non lasciarci orfani delle sue paranoiche comunicazioni giornaliere, The Donald ha pensato bene di allietare i propri FAN, con la notizia di presunte intercettazioni telefoniche nei suoi confronti, ordinate nientepopodimenoche dall’ex presidente USA Barack Obama.

Conseguenza immediata è stata la smentita da parte del direttore dell’FBI, James Comey, che ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di smentire la notizia, in quanto assolutamente priva di qualsiasi prova a sostegno. Notizia che secondo la ricostruzione della stampa americana, l’inquilino della Casa Bianca avrebbe acquisito sul sito Breibart News, uno dei più influenti siti di estrema destra del paese, che guarda caso, ha avuto come presidente esecutivo quello Steve Bannon che oggi è consigliere speciale e chief strategist di The Donald, alla Casa Bianca.

Prepariamoci quindi a vederne di ogni tipo con quest’uomo presidente,  dopo gli sforzi intrapresi nel dopoguerra dalle diplomazie mondiali che hanno portato, alla fine degli anni ottanta agli accordi del Trattato START per la riduzione degli armamenti nucleari, Donald Trump come primo atto della sua, speriamo breve,  amministrazione, ha stanziato un aumento di 54 miliardi di dollari dei fondi per il Pentagono: una nuova corsa al riarmo che dovrebbe farci pensare.

Aldo Verdigi

 

 

Donald Trump ovvero “The Donald, una mina vagante” ultima modifica: 2017-03-06T20:48:58+00:00 da aldo verdigi
Written by aldo verdigi

Leave a Reply