Bill Gates e i robot, tassiamoli per un mondo migliore

Bill Gates, “l’ uomo che venne dal futuro”, ci da una lezione su come dovrebbe essere cambiato il concetto di tassazione sul lavoro svolto dai robot.

E non pensiamo che sia fantascienza, questo futuro non è più futuro ma solo un prolungamento dell’oggi.

Le dichiarazioni rilasciate da Bill Gates, il guru di Microsoft, l’ uomo più ricco al mondo, hanno aperto un dibattito a livello globale che interessa sia i paesi più industrializzati sia quelli che presto lo diventeranno. L’ impatto che determina l’ introduzione della robotica in ogni ciclo produttivo, potrebbe essere in un prossimo futuro altamente davastante, studi poco confortanti prevedono infatti che la sostituzione dell’ uomo con la macchina produrrà milioni di disoccupati in ogni area fortemente industrializzata.

Attenzione però a non fossilizzarvi sul termine Robot, con questa parola non si intendono solamente quei mostri che assemblano autovetture, le saldano  o le verniciano, o quei macchinari che oggi montano anche gli orologi più preziosi – spero non penserete che i vostri preziosi Rolex vengano assemblati a mano, come una volta – ma tutto ciò che è automazione, vi ricordate i casellanti nelle autostrade? Oggi non ci sono più, e le banche che ogni anno vogliono ridurre drasticamente il personale? A breve non faranno più sportello, dovrete fare tutto voi, versamenti, bonifici, prelievi, tutto sarà automatizzato o fruibile con l’ home banking, rimarranno solo i funzionari per le operazioni che richiedono l’ intervento umano. Pensate che nel futuro esisteranno i taxi? Neanche per sogno, già oggi Tesla produce auto che vi portano dove volete, basta dargli un indirizzo e fanno tutto loro. Tutto questo produce perdita di posti di lavoro, sempre maggiori perché maggiore sarà l’automazione.

L’ effetto immediato di una tale trasformazione, anche se approssimativo, può essere calcolato prendendo ad esempio un paese Europeo industrializzato, dove l’ impatto potrebbe, a detta degli esperti, produrre fino a 15 milioni di disoccupati:  seguite questo banale ragionamento.

  • primo, a risentirne sarebbe il mercato interno che si vedrebbe privato dei consumi generati dalla circolazione dei denari che rappresentano lo stipendio mensile dei lavoratori, calcolando una media di 2.000 euro mensili x 13 mensilità si ottengono 390 miliardi di euro annui, depurandola-se fosse ancora possibile mantenerla- di una propensione al risparmio del 30%, si ottiene una cifra pari a 273 miliardi di euro
  • secondo, l’iva generata da queste spese che lo stato non incasserebbe più, e sarebbero circa 4,100 miliardi di euro
  • terzo, verrebbero a mancare le contribuzioni assicurative generate da 390 miliardi di stipendi annui che non riversandosi più nel fondo del welfare andrebbe ad impoverirlo drammaticamente
  • quarto, lo stato non avrebbe più le entrate fiscali derivanti dalle tasse calcolate sugli stipendi

Certo, direte, questa è una visione apocalittica, ed io concordo con voi, ma badate bene che se le aziende non dovranno più pagare mensilmente gli operai e versar lor i contributi, questa enorme eccedenza di denaro, una volta ammortizzati e manutenzionati i robot,  finirebbe esclusivamente nelle tasche delle aziende, uniche beneficiarie di cotanta grazia di Dio che potrebbero in tal modo aumentare la già dissennata corsa alle sponsorizzazioni milionarie, alla pubblicità invasiva che crea continuamente bisogni inesistenti, ai megastipendi dei propri manager, alle spese folli sostenute per le presentazioni dei prodotti.

Il concetto espresso da Bill Gates, che ogni robot toglie posti di lavoro e pertanto dovrà essere tassato, non fa una piega, il mondo in cui viviamo è in continuo e veloce mutamento, i cambiamenti devono essere valutati in tempo prima che producano effetti negativi, non dobbiamo agire con la stessa leggerezza con la quale abbiamo mal valutato i cambiamenti climatici, in quel caso il danno rimediato è stato enorme e forse non più riparabile; anche per i robot non c’è rimasto molto tempo, ogni anno di ritardo saranno milioni i posti di lavoro persi che determineranno l’impoverimento sempre più accentuato delle fascie sociali più deboli.

Aldo Verdigi

 

Bill Gates e i robot, tassiamoli per un mondo migliore ultima modifica: 2017-03-03T09:43:16+00:00 da aldo verdigi
Written by aldo verdigi

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